Saluti dal carro

Forte ronzio, come sopra – costruzione,
L'ultima volta che varia carro,
L'ultima volta… stiamo andando… addio,
Il mio sonno invernale!

Il mio sonno invernale, il mio sogno di lacrime buone,
Sto spazzato via da tuo destino.
così destinati! Non ho bisogno di alcun onere
Sulla strada, non dormire.

In auto rumore dolce miracolo della fede
E ai giorni lontani, ancora confusa, nuotata.
Il mondo è così ampia! Si dimentica
Posso essere?

Carro buio come presse spalla,
Nella finestra jet versa nebbia…
Il mio amico lontano, capire – Tutti questi discorsi
autoinganno!

Il nuovo bordo? Ovunque lotta con la noia,
Tutti uguali risate e glitter della stessa stella,
e ci, come questo, Sarò farina dolce
Il tuo gesto silenzioso.

9 giugno 1910

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Marina Cvetaeva
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